Imperdibile
Il tempo dell'orologiaio
Libro consigliato da Vertigine, la community del crime. Scopri gli altri titoli!
Un conto alla rovescia che non lascia scampo. Il libro che chiude la saga dell’Orologiaio di Brest.
«Perché le storie, sapete, fanno così. Sembrano ferme, e invece prima o poi riprendono a girare.» - Corriere della Sera
«Atto secondo dei misteri d'Italia. E con un ritmo ancora più indiavolato, senza sconti, ancora più difficile da abbandonare rispetto all'episodio precedente.» - La Repubblica
«La narrativa dello scrittore partenopeo fluisce del resto generosa e già sembra ogni volta pronta per la tv e non solo [...], con l'acuto dosaggio di azione, suspense e colpi di scena: il tutto in un linguaggio veloce che non si cura troppo di selezionare, poniamo, l'aggettivazione e in genere il lessico, pur senza essere una mimesi del parlato.» - Mario Baudino, Tuttolibri
Carlo Malavasi, nome di battaglia “Sergio”, è stato per oltre quarant’anni una primula rossa della lotta armata: latitante imprendibile, custode di segreti che nessuno dovrebbe conoscere. Mago degli esplosivi, signore dei congegni, ha costruito meccanismi perfetti, capaci di fermare il tempo nel punto esatto in cui la vita si spezza. A strapparlo alla copertura anonima dietro cui si è nascosto a Brest, in Francia, sono Andrea Malchiodi e Vera Coen. Andrea è un professore universitario, ordinario, metodico, cresciuto con una madre che gli ha raccontato per tutta la vita di un padre lontano, morto in mare. Fino al giorno in cui Andrea scopre che quel padre non solo è vivo, ma è un assassino. Vera, invece, è una giornalista ossessionata dalla morte del padre che non ha mai conosciuto, ucciso nel 1984 in un attentato. Vuole la verità, Vera. La vuole da sempre. Ma proprio quando sembra sul punto di afferrarla, la donna scompare nel nulla. E allora il tempo accelera. E deraglia. Carlo e Andrea iniziano la caccia. Con loro c’è Martina, figlia di Andrea e nipote di Carlo: carattere ruvido, troppo simile a quello del nonno. Un trio improbabile, costretto a muoversi in un’indagine senza tracce, e con poche certezze. L’unico appiglio è una pista polverosa che affonda nel passato. Per trovare Vera, Carlo dovrà cercare i compagni di un tempo, e scovare chi lo ha venduto – quarant’anni prima – a un oscuro centro di potere che proietta la sua ombra ovunque. Dovrà scivolare nelle pieghe di quel decennio che non passa, misurando quanto possano essere profonde le disillusioni, ostinata la fedeltà a un’idea ormai sconfitta, irrimediabile il tradimento e indelebile il dolore. Perché non si esce vivi dagli anni ottanta. Il tempo dell’orologiaio è il C’eravamo tanto amati dell’ultimo assalto al cielo, ed è Il grande freddo della lotta armata, popolato da fantasmi che nessuna riconciliazione può esorcizzare. Maurizio de Giovanni dà compimento all’universo narrativo nato con L’orologiaio di Brest, portando alla luce verità indicibili e segreti inconfessabili, in una lotta travolgente con un tempo che non assolve e che presto o tardi presenta il conto.
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Autore:
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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desso 07 giugno 2026recensione
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franco 06 giugno 2026bello,ma
Ho letto libri più belli di De giovanni, questo mi sembra quasi un libro lasciato nel cassetto e poi pubblicato solo adesso.
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PATRIZIO 05 giugno 2026Chiamarlo sequel è estremamente riduttivo
Anche io, come penso sia capitato a tutti coloro che che si accingevano a leggerlo, l'ho fatto con la curiosità di conoscere l'evolversi degli eventi che l'autore ha lasciato in sospeso, unnel suo precedente romanzo "L'orologiaio di Brest", e devo dire che tale curiosità è stata ampiamente appagata. Alla fine della lettura mi sono reso conto che sarebbe stato però molto riduttivo limitare lo scopo della sua lettura ad un mero appagamento di una curiosità, come un sequel.quel. de Giovanni si conferma il maestro che è nel condire le sue trame di suspance ed intrighi con storie di amore. Leggendo quest'ultimo romanzo mi è tornato alla mente un altro dei suoi splendidi racconti: "L'antico amore". Anche in questo romanzo vicende umane, con protagonisti che non potrebbero essere cosi diversi tra di loro, così distanti nel tempo e nello spazio alla fine riuniscono in una unica dimensione spaziotemporale. Paradigmatica è al riguardo la " reiunon", il confronto in un posto nascosto tra un padre, sanguinario terrorista, un figlio, rimasto basito dall'incontro con un padre che fino all'età dei suoi quarant'anni ha creduto morto, ed una figlia/nipote che con la freschezza dell'età, la sua intelligenza, e certamente anche per il corredo cromosomico ereditato, riesce ad unire, con incredibile velocità, risolvendola, i fili di una trama che durava da più di quarant'anni. L'ultimo breve capitolo del romanzo sembra l'epilogo di una favola rosa dove "tutti vissero felici e contenti" e non è certo una stroncatura se consideriamo la strepitosa narrazione delle vicende che hanno portato a tale epilogo. Del resto non dimentichiamoci che de Giovanni è l'autore di successo di seguitissime fiction televisive
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